![]() | Nina Livia Viterbo Trieste, 20.06.1902 - Cortina D'Ampezzo 13.02.1968 Laurea 1926 progettista |
Voce dal Dizionario delle Tecniche Sapienti, a cura di Monica Prencipe, in Tecniche Sapienti. Storie di architette e ingegnere in Sapienza 1910-1968, Claudia Mattogno e Chiara Belingardi (a cura di), Sapienza Università Editrice, Roma 2025, p. 491
Iscritta alla facoltà di Architettura a partire dal 1923-24, matricola n. 165, al quarto anno, dopo essersi trasferita a causa della morte della madre da Milano dove aveva iniziato gli studi nel 1920-21. Si laurea nel 1926, con votazione 95/110 con una tesi dal titolo Asilo infantile a Brioni. Dopo l’abilitazione sia in Architettura che in Ingegneria, si iscrive all’Ordine degli Architetti di Milano. Nel 1935 è citata sulle pagine dell’Almanacco della donna italiana per i suoi «arditi mobili in cuoio» e nel 1938 pubblica su “Domus” la villa realizzata a Cortina d’Ampezzo per il noto dirigente della RAS Arnoldo Frigessi, per il quale cura con attenzione anche tutto l’arredo interno. Nel 1939, a seguito del varo delle leggi razziali, è tra i dodici nomi espulsi dall’ordine di Milano e qualche mese dopo decide di emigrare in Argentina, dove, secondo alcune fonti sudamericane, realizza i Laboratori Atanor a Munro e una serie di case smontabili a Córdoba. In tarda età torna in Italia e nel 1968 muore in una clinica privata a Cortina d’Ampezzo. Nel 2023 è pubblicata una sua breve biografia nell’archifumetto Architecture and Remembrance. Sette vite (o sei). [MP]

