30.08.2026 – 05.09.2026 ore 9.00-19.00
Istituto Svizzero di Roma (Villa Maraini)
Mapping Rome’s 1930s Colonial Corridor and Its Afterlives
Summer School
Docente: Giorgio Azzariti
Cattedra di Teoria dell’Architettura, Prof. Dr. Laurent Stalder
In collaborazione con: Sapienza Università di Roma
Cattedra di Storia dell’Architettura, Prof. Dr. Maria Clara Ghia
Team: Giorgio Azzariti, Edoardo Cappella, Paolo Catrambone, Ema Kaufmann LaDuc – con Davide Curatola Soprana
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Roma viene spesso raccontata attraverso un’immagine canonica: un paesaggio storico stratificato, un denso palinsesto urbano e, sotto la pressione del turismo di massa, una città il cui patrimonio è continuamente consumato. Meno evidenti restano invece le logiche attraverso cui Roma è stata costruita come progetto urbano e politico: espulsioni e reinsediamenti, bonifiche territoriali e dispositivi di legittimazione storica che ne hanno modellato il territorio.
Questa summer school prende in esame una di queste logiche. A metà degli anni Trenta del Novecento, il regime fascista mise in campo un vasto programma urbano volto a proiettare la capitale verso un orizzonte mediterraneo e imperiale, sia sul piano materiale sia su quello simbolico. Nel corso di cinque giorni, gli studenti attraverseranno questo corridoio infrastrutturale, dalla porta settentrionale della città fino al mare, leggendolo come un progetto di colonizzazione interna ed esterna. L’obiettivo sarà comprendere come i suoi dispositivi di organizzazione territoriale siano stati realizzati, e a quale costo, osservando al tempo stesso come le loro tracce siano oggi percepite, ignorate o contestate dalle istituzioni e dagli usi quotidiani.
Programma
La settimana sarà articolata in lezioni, visite guidate e attività di documentazione sul campo, attraverso diversi media: fotografia, video, registrazioni sonore, disegno e scrittura. Gli studenti lavoreranno all’esito finale con il supporto di fotografi e media artist. Il risultato sarà una mostra pubblica presso l’Istituto Svizzero: un atlante collettivo del “patrimonio difficile”, dedicato a indagare quali tracce siano state monumentalizzate, quali siano state assorbite nelle infrastrutture ordinarie della città e quali, invece, siano state rimosse o rese meno visibili.
Ospitata dall’Istituto Svizzero, la summer school nasce dalla collaborazione tra ETH Zürich e Sapienza Università di Roma ed è aperta a studenti di triennale, magistrale e dottorato.
Gli studenti sono invitati a portare con sé sketchbook e laptop e, se disponibili, macchina fotografica, videocamera o registratore audio, a seconda dei media con cui desiderano lavorare.
Informazioni
2 ECTS / 320 euro
Viaggi e alcuni pasti non inclusi.
L’alloggio a Villa Maraini sarà fornito dall’Istituto Svizzero, così come la colazione e il pranzo.
Candidature
Per candidarsi, inviare un’email entro il 18 maggio a:
difficultheritage@arch.ethz.ch
includendo:
(1) una breve lettera motivazionale, con indicazione del corso di studi e dell’anno di iscrizione;
(2) un’immagine a scelta (un documento d’archivio o contemporaneo legato al tema, un riferimento alle modalità di allestimento, ai media con cui si desidera lavorare, o ad altri materiali ritenuti pertinenti).
I candidati riceveranno comunicazione dell’esito entro una settimana. La partecipazione dovrà essere confermata entro il 1° giugno.
La summer school si svolgerà in lingua inglese.
A cura di
ETH Zurich - DiAP Sapienza Università di Roma (hosted by Istituto Svizzero di Roma)
Contatti
mariaclara.ghia@uniroma1.it, giorgio.azzariti@gta.arch.ethz.ch

